Cosa rientra nel codice EER 02.05.01, perché gli scarti dell’industria lattiero-casearia non più idonei al consumo o alla trasformazione non sono classificati come pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione
Il codice EER 02.05.01 identifica i prodotti lattiero-caseari che non possono più essere consumati né trasformati: latte e derivati avariati, scaduti, alterati o non conformi. Sono alimenti che escono dal ciclo produttivo del caseificio perché non raggiungono gli standard richiesti.
In pratica vi rientrano il latte scaduto, avariato, acido o coagulato, la panna e il siero non conformi, lo yogurt, i formaggi e la ricotta avariati o scaduti, il burro irrancidito, la cagliata scartata e i semilavorati lattiero-caseari non idonei. È materiale organico deperibile, spesso liquido o semisolido. Il siero acido, ricco di lattosio, è tra i residui lattiero-caseari a più alto potere inquinante, ed è per questo che spesso viene destinato ad altri impieghi.
Nell’elenco europeo la voce apre il sottocapitolo 02.05, dedicato ai rifiuti dell’industria lattiero-casearia, nel capitolo 02. Va tenuta distinta dai fanghi del trattamento degli effluenti del caseificio (02.05.02) e dagli scarti di altre filiere alimentari, come quella delle carni (02.02.03).
Il codice non è pericoloso e non porta asterisco, trattandosi di materiale organico alimentare; la gestione richiede tempestività e segue le regole sui sottoprodotti, con avvio a recupero, per esempio in alimentazione animale quando consentito o a digestione anaerobica, oppure a smaltimento. Per un caseificio, uno stabilimento di confezionamento o un’industria di yogurt, un gestionale RENTRI che registri gli scarti in uscita, con volume o peso e destinatario, aiuta a collegarli ai lotti respinti.
Un caseificio scarta di continuo latte e derivati non conformi: latte acido o coagulato, cagliate scartate, formaggi e ricotta non idonei, semilavorati fuori specifica. È un flusso ricorrente, legato ai controlli di qualità e alle non conformità di processo.
Questi scarti vanno raccolti separatamente e avviati a destino con tempestività, data la deperibilità; la destinazione tipica è il recupero in alimentazione animale o a digestione. Tenere distinti i flussi dagli imballaggi ne facilita la gestione.
Con un software per RENTRI il caseificio registra ogni ritiro di latte e derivati non conformi con data e volume, e archivia il documento del destinatario che li valorizza.
Uno stabilimento che confeziona latte e derivati scarta prodotti scaduti, lotti non conformi e rientri dalla distribuzione. Sono alimenti non più idonei al consumo, da gestire come rifiuto.
La raccolta separata e il conferimento a impianti autorizzati, con conservazione idonea, sono essenziali data la deperibilità del materiale. I picchi si concentrano in prossimità delle scadenze dei prodotti freschi.
La gestione rifiuti con RENTRI consente allo stabilimento di confezionamento di collegare i rientri della distribuzione ai lotti ritirati, e di mostrare quanto si concentra nelle settimane di scadenza.
Un’industria che produce yogurt, dessert e derivati del latte scarta semilavorati non conformi, lotti respinti e prodotti alterati durante la lavorazione e i controlli. Sono scarti non utilizzabili per il consumo o la trasformazione.
La gestione prevede la raccolta separata, la conservazione idonea e il conferimento a impianti autorizzati, tenendo distinti gli scarti dagli imballaggi.
Un gestionale RENTRI aiuta l’industria di yogurt e dessert a registrare i semilavorati scartati per linea, con la conservazione idonea fino al ritiro e la data di ogni consegna.