Cosa rientra nel codice EER 01.01.01, perché i rifiuti dell’estrazione di minerali metalliferi non sono classificati come pericolosi e quali attività li producono, dalle miniere metallifere agli impianti di coltivazione. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
rifiuti da estrazione di minerali metalliferi
Il codice EER 01.01.01 identifica i rifiuti che si producono estraendo minerali metalliferi, cioè le rocce e i materiali di scarto che accompagnano il minerale utile ma non hanno valore per il ciclo produttivo. Nascono nelle fasi di abbattimento e coltivazione del giacimento, prima di qualsiasi trattamento chimico.
In pratica vi rientrano la roccia incassante e i materiali estratti non valorizzabili, i detriti di miniera, i residui di abbattimento e brillamento, gli scarti di escavazione metallifera e il materiale di discarica mineraria. È materiale inerte di natura lapidea, prodotto in grandi volumi dall’attività estrattiva. Il rapporto tra roccia sterile e minerale utile varia moltissimo da un giacimento all’altro, e in alcune miniere i detriti superano di molto il prodotto venduto.
Nell’elenco europeo la voce apre il capitolo 01, dedicato ai rifiuti di prospezione, estrazione e trattamento di minerali, e il sottocapitolo 01.01, che riguarda l’estrazione dei minerali. Va tenuta distinta dai rifiuti dell’estrazione di minerali non metalliferi (01.01.02) e dai rifiuti dei trattamenti chimici e fisici dei minerali metalliferi, raccolti nel sottocapitolo 01.03.
Il codice non è pericoloso e non porta asterisco, perché si tratta di roccia e detriti inerti; la classificazione presuppone però che il materiale non sia contaminato da sostanze pericolose o da potenziale di drenaggio acido, condizione da verificare nei giacimenti che lo richiedono. Avviato a recupero, può diventare materiale per riempimenti e ripristini. Per una miniera o un impianto di prima lavorazione, un gestionale RENTRI che registri la quota di detriti che esce dal sito come rifiuto, con peso e destinatario, aiuta a distinguerla da quella usata per ripristini interni.
Una miniera che estrae minerale metallifero separa, già in fase di coltivazione, il minerale utile dalla roccia sterile e dai detriti che non hanno valore. Questi materiali costituiscono il flusso principale di rifiuto dell’attività estrattiva e si producono in volumi molto elevati.
La gestione prevede in genere il riutilizzo in sito per riempimenti e ripristini morfologici, ma la quota avviata all’esterno va classificata e tracciata. La verifica che il materiale non generi drenaggio acido è parte della corretta gestione.
Con un software per RENTRI la miniera registra solo le quote di roccia di scarto che escono dal sito, con peso e destinatario, lasciando fuori il materiale impiegato nei riempimenti.
Nelle operazioni di abbattimento con esplosivo o mezzi meccanici si producono residui di brillamento e detriti rocciosi che, non essendo minerale utile, diventano rifiuto di estrazione. È un flusso continuo, legato all’avanzamento dei lavori.
Questi materiali vanno raccolti e destinati al riutilizzo o al conferimento, tenendoli distinti dagli eventuali rifiuti contaminati o pericolosi presenti nel sito. La separazione alla fonte evita di declassare grandi volumi di inerte.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’impianto di abbattimento di collegare i detriti di brillamento ai fronti di scavo, e di conservare le analisi che escludono contaminazioni.
Un impianto che riceve il grezzo di miniera esegue una prima cernita e vagliatura, scartando la frazione sterile prima dell’arricchimento. Da questa selezione escono materiali di scarto metalliferi non valorizzabili, riconducibili a questo codice.
Le quantità dipendono dalla qualità del giacimento e dalla resa del minerale. Separare la frazione inerte da quella potenzialmente contaminata è il presupposto per destinarle correttamente.
Un gestionale RENTRI aiuta l’impianto di prima lavorazione a registrare la frazione sterile scartata alla cernita, con la data, il peso e il destino scelto tra riutilizzo e conferimento.