01.01.02 · 2026-09-28 · 11:03:00
Il codice EER 01.01.02 raccoglie rocce di risulta, detriti di cava e sfridi di coltivazione prodotti nell'estrazione di minerali non metalliferi. Cosa comprende, quali attività lo generano e come impostarne la gestione rifiuti con RENTRI.
rifiuti da estrazione di minerali non metalliferi
Il codice EER 01.01.02 identifica i rifiuti prodotti durante l'estrazione di minerali non metalliferi: rocce di risulta, materiale lapideo di scarto, detriti di cava e sfridi di coltivazione che non trovano impiego nel ciclo produttivo. Rientrano nella casistica gli scarti di estrazione di calcare, argilla, sabbia, gesso, pietra ornamentale e altri materiali che non contengono metalli in quantità economicamente interessante.
Il codice appartiene al capitolo 01, dedicato ai rifiuti derivanti da prospezione, estrazione da miniera o cava e dal trattamento fisico o chimico di minerali, e al sottogruppo 01.01, che raccoglie i rifiuti da estrazione di minerali. La distinzione rispetto al codice 01.01.01 riguarda la natura del giacimento: metallifero nel primo caso, non metallifero nel secondo. Non si tratta di residui di lavorazioni successive, come il taglio o la frantumazione, che ricadono in altri sottogruppi dello stesso capitolo.
Il codice non è pericoloso e non porta l'asterisco. La classificazione va comunque verificata caso per caso, perché il materiale estratto può presentare contaminazioni legate al sito o alle tecniche di coltivazione, ad esempio residui di esplosivi o oli da macchine operatrici. Per le imprese soggette al RENTRI, un software per RENTRI aiuta a mantenere registri e formulari coerenti con il codice attribuito, con quantità e movimentazioni che in cava sono spesso ingenti e frequenti.
Una cava di calcare coltivata per l'industria del cemento o per la produzione di inerti genera il codice 01.01.02 nella fase di abbattimento del fronte. Il banco utile è accompagnato da strati di copertura, intercalari argillosi e blocchi fratturati che non rispettano le specifiche chimiche o granulometriche richieste dal cliente. Questo materiale viene separato al piede della scarpata o allo scotico e accumulato in aree dedicate.
Quando lo sfrido non può essere ricollocato in cava a fini di ripristino morfologico e viene destinato a impianti esterni, l'azienda lo classifica come rifiuto da estrazione di minerali non metalliferi. I volumi sono elevati e i viaggi continui, per cui un gestionale RENTRI che automatizzi la compilazione dei movimenti riduce errori e tempi in ufficio.
Gli impianti estrattivi di sabbia e ghiaia lavorano depositi alluvionali dove il materiale commerciabile convive con limi, argille e trovanti di grosse dimensioni. In fase di scavo, prima ancora del lavaggio e della vagliatura, una parte del fronte risulta inutilizzabile e viene scartata direttamente come residuo di escavazione. Si tratta di rocce di risulta e terreni misti che il codice 01.01.02 descrive in modo puntuale.
La distinzione dai fanghi di lavaggio, che ricadono in altri codici del capitolo 01, è rilevante per la corretta tracciabilità. Chi gestisce la cava tiene conto della provenienza del materiale per attribuire il codice e registra ogni conferimento; una gestione rifiuti con RENTRI ben impostata permette di associare il codice ai flussi ricorrenti senza dover riclassificare a ogni carico.
Le fornaci di laterizi e le aziende ceramiche che coltivano cave proprie estraggono argilla selezionata per plasticità e composizione. Il giacimento contiene però strati sabbiosi, lenti di ghiaia, noduli calcarei e argille troppo magre o troppo ricche di sali, che compromettono la cottura. Questi scarti di estrazione argilla vengono scartati sul posto e costituiscono il rifiuto identificato dal codice 01.01.02.
Il materiale è di norma non pericoloso, ma l'azienda verifica l'assenza di contaminazioni legate a mezzi d'opera o a precedenti usi del terreno. Se il rifiuto esce dal perimetro di cava, va accompagnato dai documenti previsti; un software per RENTRI aiuta a tenere allineati registro, formulari e giacenze anche quando la stessa impresa produce codici differenti nelle fasi successive di lavorazione.