Cosa rientra nel codice EER 19.07.03, cos’è il percolato di discarica non pericoloso e quali attività lo producono, dalle discariche per rifiuti urbani ai depuratori. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
percolato di discarica, diverso da quello di cui alla voce 19 07 02
Il codice EER 19.07.03 identifica il percolato di discarica diverso da quello della voce 19.07.02*, cioè privo di sostanze pericolose in concentrazioni rilevanti. È il liquido che si forma dall’acqua piovana e dall’umidità dei rifiuti che attraversano la massa in discarica, tipico delle discariche per rifiuti urbani e per rifiuti non pericolosi.
In pratica vi rientra il percolato che si raccoglie nel drenaggio di fondo delle discariche di rifiuti urbani e assimilabili, caratterizzato da un alto contenuto di ammoniaca, sostanza organica, sali e un odore forte. Si invia a depurazione in impianti dedicati, con trattamenti spinti. L’età della discarica cambia il carattere del percolato: quello giovane è più ricco di acidi organici, quello vecchio di ammoniaca.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 19.07 ed è la gemella non pericolosa della 19.07.02*. La classificazione dipende da analisi periodiche. La produzione di percolato dura anche decenni dopo la chiusura della discarica.
Il codice non porta asterisco, ma le analisi periodiche sono indispensabili per confermare la classificazione. Per il gestore di una discarica, un software per RENTRI che affianchi a ogni invio di percolato le analisi periodiche mantiene ordinata la documentazione, anche negli anni della gestione post-operativa.
Le discariche producono percolato in quantità legate alle piogge e alla gestione delle coperture. Il liquido si raccoglie in vasche. Le vasche di accumulo si dimensionano per assorbire i picchi dopo le piogge intense.
Il percolato si invia a impianti di depurazione dedicati o si tratta in sito, con sistemi a membrana o biologici. Alcuni impianti trattano il percolato in sito per ridurre i trasporti.
Con un gestionale RENTRI il gestore registra ogni ritiro di percolato con volume e destinazione, e confronta le quantità con le piogge del periodo.
Gli impianti specializzati ricevono percolato da molte discariche e lo depurano con processi avanzati. Il trattamento comprende nitrificazione e denitrificazione dell’ammoniaca, ossidazione chimica e, nei casi più spinti, osmosi inversa. L’impianto monitora costantemente ammoniaca, azoto totale e carico organico in ingresso.
I residui del trattamento, come fanghi e concentrati, sono rifiuti a loro volta, con codici e destinazioni proprie.
La gestione rifiuti con RENTRI aiuta l’impianto a documentare il bilancio tra percolato ricevuto e residui prodotti.
Il trasporto del percolato avviene con autobotti e personale abilitato. Le cisterne sono dedicate e pulite dopo l’uso.
I mezzi viaggiano con la documentazione di accompagnamento. Il carico e lo scarico avvengono con tubazioni a tenuta, per evitare sversamenti. I mezzi sono lavati dopo lo scarico, con raccolta dell’acqua di lavaggio.
Un gestionale RENTRI permette al trasportatore di associare ogni viaggio al produttore, al volume e al destinatario, e di conservare la copia dei documenti per tutto il periodo richiesto.