Cosa rientra nel codice EER 06.05.03, perché raccoglie i fanghi dal trattamento in loco degli effluenti della chimica inorganica privi di sostanze pericolose e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 06 05 02
Il codice EER 06.05.03 identifica i fanghi che si producono nel trattamento in loco degli effluenti di uno stabilimento chimico inorganico quando non contengono sostanze pericolose. Sono i fanghi di depurazione dell’impianto interno, classificati come non pericolosi.
In pratica vi rientrano i fanghi chimico-fisici privi di metalli pesanti e di altri contaminanti pericolosi, i fanghi biologici del trattamento dei reflui e i fanghi di chiarificazione non pericolosi della chimica inorganica. È materiale umido e palabile, da gestire come rifiuto non pericoloso. Il fango privo di metalli pesanti si riconosce solo con le analisi, e una verifica periodica è l’unico modo per dimostrare che il processo non è cambiato.
Nell’elenco europeo la voce sta nel sottocapitolo 06.05, dedicato ai fanghi da trattamento in loco degli effluenti dei processi chimici inorganici. È la voce speculare non pericolosa dei fanghi con sostanze pericolose (06.05.02*): si usa quando questi contaminanti sono assenti.
Il codice non è pericoloso e non porta asterisco, ma la classificazione non esime dalla caratterizzazione quando serve a confermare l’assenza di sostanze pericolose. Per uno stabilimento chimico, un produttore di sali o un’industria con depuratore interno, un software per RENTRI che registri i fanghi non pericolosi in uscita, con peso, analisi e destinatario, aiuta a sostenere la classificazione.
Uno stabilimento chimico inorganico tratta in loco i propri effluenti in un depuratore interno che produce fanghi di chiarificazione. Quando questi fanghi non contengono sostanze pericolose rientrano nella voce non pericolosa del sottocapitolo.
I fanghi vengono ispessiti, disidratati e raccolti, poi conferiti a impianti autorizzati al recupero o allo smaltimento; la caratterizzazione conferma l’assenza di contaminanti pericolosi.
Con un gestionale RENTRI lo stabilimento chimico registra le uscite di fango disidratato per periodo, con peso e destinatario, e conserva le analisi che escludono metalli pesanti.
Un impianto che produce sali inorganici comuni tratta i propri reflui in loco, generando fanghi di precipitazione privi di metalli pesanti. Questi fanghi non pericolosi rientrano in questo codice.
I fanghi vengono disidratati e conferiti a impianti autorizzati; la verifica dell’assenza di contaminanti pericolosi conferma la classificazione non pericolosa.
La gestione rifiuti con RENTRI consente al produttore di sali inorganici di collegare i fanghi di precipitazione ai lotti prodotti, e di aggiornare la caratterizzazione a ogni cambio di processo.
Un’industria dotata di un impianto interno di trattamento delle acque reflue produce fanghi dal processo di depurazione. Quando i fanghi non presentano caratteristiche di pericolo rientrano nella voce non pericolosa del sottocapitolo.
I fanghi vengono ispessiti, disidratati e conferiti a impianti autorizzati al recupero o allo smaltimento; la caratterizzazione guida la destinazione.
Un software per RENTRI aiuta l’industria con impianto interno di trattamento a registrare i ritiri dei fanghi ispessiti, con la data, il peso e il destino scelto tra recupero e smaltimento.