EER 16.05.07*: sostanze chimiche inorganiche pericolose

16.05.07* · 2026-09-29 · 00:16:17

Codice EER 16.05.07*

sostanze chimiche inorganiche di scarto pericolose, chi le produce e come gestirle con RENTRI

Il codice EER 16.05.07* identifica reagenti e prodotti chimici inorganici di scarto con caratteristiche di pericolo. Vediamo cosa rientra nella voce, quali attività lo generano e come impostare la gestione rifiuti con RENTRI.

Descrizione ufficiale

sostanze chimiche inorganiche di scarto contenenti o costituite da sostanze pericolose

Inquadramento

Il codice 16.05.07* raccoglie le sostanze chimiche inorganiche che non servono più: reagenti scaduti, prodotti fuori specifica, confezioni aperte e non identificabili, residui di magazzino. La voce si applica quando la sostanza contiene o è costituita da componenti pericolose, per esempio acidi e basi concentrati, sali di metalli pesanti, ossidanti, cianuri, composti di cromo esavalente.

Sta nel capitolo 16, quello dei rifiuti non specificati altrimenti, perché non è legato a un processo produttivo preciso. Un laboratorio, una scuola, una galvanica o un grossista possono produrlo allo stesso modo. Il sottogruppo 16.05 accoglie gas in contenitori a pressione e sostanze chimiche di scarto, ed è il punto di caduta per i prodotti chimici che restano nella loro confezione originale o comunque non derivano da una lavorazione.

L'asterisco indica un rifiuto pericoloso. Questo si riflette sulla classificazione, che va supportata da schede di sicurezza o analisi, sulle modalità di deposito e sulla documentazione che accompagna il rifiuto. Per chi è tenuto all'iscrizione, la tracciabilità passa da RENTRI: registro cronologico e formulari vengono gestiti in formato digitale. Un software per RENTRI aiuta a tenere in ordine codici, caratteristiche di pericolo e movimentazioni senza ricostruire tutto a mano.

Attenzione alla voce specchio: se la sostanza inorganica non presenta caratteristiche di pericolo, il codice corretto è 16.05.09.

Laboratorio di analisi chimiche

Un laboratorio di analisi lavora con decine di reagenti inorganici: acido nitrico, acido solforico, idrossido di sodio, nitrato d'argento, dicromato di potassio, sali di mercurio per alcune metodiche. Con il tempo una parte di queste sostanze scade, perde titolo o resta in flaconi aperti che non si possono più usare per analisi accreditate.

Il flacone intero o parzialmente pieno, con il suo contenuto, finisce nel 16.05.07*. Non è il residuo di una prova, che segue altri percorsi, ma il prodotto chimico in quanto tale. La classificazione si appoggia alla scheda di sicurezza del reagente. Con un gestionale RENTRI il responsabile del laboratorio annota il conferimento nel registro cronologico e collega il formulario al codice, mantenendo la coerenza tra etichetta, caratteristiche di pericolo e documento.

Istituto scolastico e laboratorio universitario

Nei laboratori didattici di scuole superiori e università si accumulano reagenti acquistati anni prima, spesso in quantità superiori al fabbisogno. Sono tipici i barattoli di sali di piombo, rame, cromo, permanganato di potassio, cloruro di bario e acidi concentrati, talvolta con etichette illeggibili o confezioni deteriorate.

Quando l'istituto decide di ripulire il magazzino, queste sostanze diventano rifiuto e, se pericolose, rientrano nel 16.05.07*. Serve una fase di identificazione, con eventuale analisi per i contenitori senza etichetta, e un imballaggio compatibile. Anche qui la gestione rifiuti con RENTRI, quando l'ente è soggetto all'iscrizione, va organizzata in anticipo: il produttore verifica la propria posizione, compila il registro e conserva i formulari in formato digitale.

Impresa di trattamenti galvanici

Una galvanica utilizza bagni a base di sali metallici, cianuri, acidi e cromo esavalente. I rifiuti di processo, come le soluzioni di bagno esauste, hanno codici propri nel capitolo 11. Il 16.05.07* interviene invece per le sostanze chimiche non ancora impiegate: sacchi di sali scaduti, fusti di additivi fuori specifica, reagenti di un ciclo dismesso che restano a magazzino.

Il caso classico è la riconversione di una linea: si cambia trattamento e i prodotti della vecchia formulazione, ancora nella confezione originale, vanno smaltiti. La distinzione tra rifiuto di processo e prodotto chimico di scarto va tenuta chiara anche nel software per RENTRI, dove ogni codice deve corrispondere a una descrizione e a caratteristiche di pericolo verificate, per evitare errori nel registro e nei formulari.

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