Cosa rientra nel codice EER 08.05.01*, perché gli isocianati di scarto sono rifiuti pericolosi e quali attività li producono, dai poliuretani alle vernici bicomponenti. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
isocianati di scarto
Il codice EER 08.05.01* identifica gli isocianati di scarto, cioè composti reattivi come il diisocianato di toluene (TDI), il difenilmetano diisocianato (MDI) e l’esametilene diisocianato (HDI), usati per produrre poliuretani, schiume, vernici, adesivi e sigillanti. Sono sostanze irritanti per le vie respiratorie e sensibilizzanti.
In pratica vi rientrano gli isocianati scaduti o non conformi, i fusti con residui di prodotto, i componenti B di vernici e adesivi bicomponenti avanzati, i lavaggi concentrati degli apparecchi di miscelazione e i residui delle macchine di schiumatura. Reagiscono con l’acqua e con i composti contenenti idrossili, liberando anidride carbonica e calore. Gli isocianati reagiscono con l’acqua e con l’umidità dell’aria, producendo anidride carbonica, e un fusto chiuso male può gonfiarsi o rompersi.
Nell’elenco europeo la voce chiude il capitolo 08 con il sottocapitolo 08.05, dedicato ai rifiuti non specificati altrimenti alla voce 08. Non va confusa con i rifiuti di poliuretano già polimerizzato, che sono materiali stabili con altre voci.
L’asterisco segnala la pericolosità: gli isocianati vanno conservati nei contenitori originali, ben chiusi e protetti dall’umidità, e conferiti a ditte autorizzate. Per un produttore di schiume, una carrozzeria o un cantiere di isolamento, un gestionale RENTRI che registri gli isocianati ritirati, con quantità e destinatario, aiuta a documentare un prodotto sensibilizzante.
Le aziende che producono schiume per materassi, imbottiti e isolanti miscelano poliolo e isocianato. I fusti con residui, i lotti scaduti e i lavaggi dei miscelatori contengono isocianati attivi e sono rifiuti pericolosi.
Gli isocianati si tengono in contenitori chiusi, lontano dall’acqua, e si consegnano a ditte autorizzate; i fusti vuoti seguono un percorso dedicato, dopo la verifica dell’assenza di residui.
Con un software per RENTRI il produttore di schiume registra i fusti con residui di isocianato per lotto, con data e quantità, e conserva le schede di sicurezza dei componenti.
Le vernici poliuretaniche bicomponenti usate in carrozzeria e nella nautica contengono indurenti a base di isocianati. I residui di indurente e i fondi dei contenitori sono rifiuti pericolosi da non buttare nei rifiuti comuni.
I residui si raccolgono in contenitori dedicati, ben chiusi, e si fanno ritirare periodicamente da ditte autorizzate insieme agli altri rifiuti di verniciatura.
La gestione rifiuti con RENTRI consente alla carrozzeria di collegare i residui degli indurenti alle commesse di verniciatura, e di tenerli separati nei registri dai solventi esausti.
Nei cantieri di isolamento a spruzzo, pavimentazioni resinose e impermeabilizzazioni si usano sistemi poliuretanici. Le rimanenze dei fusti e dei componenti scaduti sono rifiuti pericolosi.
I componenti non utilizzati si restituiscono, dove possibile, al fornitore; quando non è possibile, si conservano al riparo dall’umidità e si consegnano a ditte autorizzate. I contenitori vuoti di isocianati possono contenere residui reattivi: vanno trattati come rifiuti pericolosi, finché non sono bonificati.
Un gestionale RENTRI aiuta l’impresa di isolamento a registrare i componenti non restituiti al fornitore, con il cantiere, la data e la ditta che li ritira.