Cosa rientra nel codice EER 06.11.01, cosa sono i rifiuti da reazioni a base di calcio nella produzione di diossido di titanio e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
rifiuti prodotti da reazioni a base di calcio nella produzione di diossido di titanio
Il codice EER 06.11.01 identifica i rifiuti prodotti da reazioni a base di calcio nella produzione di diossido di titanio, il pigmento bianco più diffuso. Il processo al solfato genera acidi di scarto che vengono neutralizzati con calce, dando origine a gessi di titanio.
In pratica vi rientrano i gessi rossi e bianchi prodotti dalla neutralizzazione degli acidi, i fanghi di calcio che accompagnano il processo e i residui solidi separati per filtrazione. Sono materiali voluminosi, in genere non pericolosi, con un contenuto d’acqua rilevante. Il processo al solfato per il biossido di titanio consuma enormi quantità di acido solforico, e i gessi di neutralizzazione sono il residuo più voluminoso dello stabilimento.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 06.11, dedicato ai rifiuti della produzione di pigmenti inorganici e opacificanti, nel capitolo 06 dei processi chimici inorganici. Accanto alla voce specifica esiste la voce residuale 06.11.99. Grazie alla regolarità dei volumi, le aziende possono concordare con gli impianti di recupero contratti pluriennali e piani di analisi programmati.
Il codice non porta asterisco, ma resta importante verificare periodicamente la composizione, perché eventuali metalli o altri contaminanti dalle materie prime potrebbero modificare la classificazione. Per un produttore di biossido di titanio o di pigmenti, un software per RENTRI che registri i gessi e i fanghi in uscita, con peso, analisi e destinatario, aiuta a seguire un flusso di grandi volumi.
Nel processo al solfato, l’attacco del minerale con acido solforico produce grandi quantità di acidi esausti che vengono neutralizzati con calce. Il gesso risultante è il rifiuto tipico che rientra in questa voce.
I gessi vengono filtrati, disidratati e stoccati in aree attrezzate, poi inviati a recupero, per esempio come correttivo o nei ripristini ambientali, oppure a discarica autorizzata.
Con un gestionale RENTRI lo stabilimento di biossido di titanio registra le uscite di gessi rossi e bianchi per periodo, con peso e destinatario, e annota la quota inviata a recupero edile.
Gli stabilimenti che producono pigmenti a base di titanio e altri ossidi metallici trattano acidi di processo con composti del calcio, ottenendo fanghi e gessi che richiedono una destinazione dedicata.
I residui vengono caratterizzati e destinati, secondo il contenuto di metalli, a recupero o smaltimento; il controllo analitico di ogni lotto è fondamentale.
La gestione rifiuti con RENTRI consente al produttore di pigmenti inorganici di collegare i fanghi di calcio alle linee di produzione, e di tenere distinti i residui in base al contenuto di metalli.
Alcuni impianti recuperano i gessi di titanio per usi in edilizia, cementifici, riempimenti e ripristini, dopo verifica delle caratteristiche chimiche e ambientali.
Ogni partita viene accettata dopo controllo documentale e analisi e quindi trattata; la tracciabilità dall’origine all’uso finale è parte essenziale del recupero. Le analisi periodiche sul materiale lavorato attestano che esso rispetta i requisiti previsti per l’impiego finale.
Un software per RENTRI aiuta l’impianto di recupero dei gessi a registrare ogni partita con il produttore e l’analisi di accettazione, e a collegare il materiale trattato agli impieghi finali.