19.06.03 · 2026-09-29 · 02:59:28
Il codice EER 19.06.03 identifica la frazione liquida del digestato prodotto dalla digestione anaerobica di rifiuti urbani. Cosa comprende, quali impianti lo generano e come si registra con un gestionale RENTRI.
liquidi prodotti dal trattamento anaerobico di rifiuti urbani
Il codice EER 19.06.03 identifica la frazione liquida che esce da un digestore anaerobico alimentato con rifiuti urbani, in genere la frazione organica raccolta in modo differenziato, i rifiuti di mercati e mense, gli sfalci umidi conferiti insieme all'umido domestico. Il processo scompone la sostanza organica in assenza di ossigeno e produce biogas; ciò che resta in vasca è il digestato, che dopo separazione meccanica si divide in una parte palabile, classificata 19.06.04, e in una parte liquida. Quest'ultima è il rifiuto qui descritto.
Il capitolo 19 raccoglie i rifiuti generati dagli impianti che trattano altri rifiuti e acque, e il sottogruppo 19.06 è dedicato al trattamento anaerobico. La distinzione tra 19.06.03 e 19.06.05 dipende dall'origine della materia in ingresso: rifiuti urbani nel primo caso, rifiuti di origine animale o vegetale nel secondo. La scelta va documentata sulla base dei flussi effettivamente ricevuti, non sulla tecnologia del digestore.
Il codice non è pericoloso, quindi non porta asterisco e non richiede la verifica delle caratteristiche HP. Restano la caratterizzazione analitica del liquido, il registro cronologico e il formulario, che per i soggetti obbligati transitano oggi sul RENTRI. Per un impianto che movimenta autobotti ogni giorno, un software per RENTRI che colleghi il codice al lotto di digestato e al destino finale riduce gli errori di trascrizione e i tempi di chiusura del registro.
È il produttore tipico del 19.06.03. L'impianto riceve la frazione organica da raccolta differenziata, la pretratta per togliere plastiche e inerti, poi la invia al digestore. A valle, una centrifuga o una vite separa il digestato in fase solida e fase liquida. La liquida contiene azoto ammoniacale, solidi sospesi e sali; una parte viene ricircolata per diluire il materiale in ingresso, il resto è rifiuto e va avviato a depurazione o a trattamento specifico.
Con un gestionale RENTRI i quantitativi in uscita, spesso a cadenza giornaliera, si registrano per lotto con codice, stato fisico liquido e impianto di destino, e il formulario si compila dai dati già in archivio.
Molte piattaforme accoppiano il digestore a una sezione di compostaggio: il digestato solido viene miscelato con verde strutturante e maturato, mentre la frazione liquida in eccesso rispetto al fabbisogno di umidificazione dei cumuli resta un rifiuto a codice 19.06.03. La quota da smaltire dipende dalla stagione, dalla percentuale di verde ricevuta e dalla resa della separazione.
Il tema gestionale è tenere separati i flussi: il liquido usato internamente non si registra, quello che esce con autobotte sì. Un software per RENTRI che associ la pesata in uscita al codice corretto e alla vasca di stoccaggio evita che il 19.06.03 venga confuso con le acque di percolazione dei cumuli, classificate altrove.
Alcuni impianti di trattamento meccanico biologico del rifiuto urbano indifferenziato separano per via meccanica la frazione organica di sottovaglio e la stabilizzano in digestori dedicati prima della fase aerobica. Anche in questo caso il materiale in ingresso è rifiuto urbano, quindi la frazione liquida separata dal digestato ricade nel 19.06.03 e non nel 19.06.05.
Il liquido è spesso più carico di metalli e cloruri rispetto a quello da FORSU, per la qualità dell'input. Questo influisce sulla scelta del destino ma non sul codice. Nella gestione rifiuti con RENTRI conviene allegare al lotto il rapporto di prova, così che chi emette il formulario abbia sotto mano la caratterizzazione richiesta dall'impianto di destino.