17.06.05* · 2026-09-29 · 01:40:14
Il codice EER 17.06.05* identifica lastre, tubi e manufatti in cemento amianto rimossi da edifici e impianti. Cosa rientra nel codice, quali attività lo generano e come impostare la gestione rifiuti con RENTRI.
materiali da costruzione contenenti amianto
Il codice EER 17.06.05* raccoglie i materiali da costruzione contenenti amianto: lastre in cemento amianto, note come eternit, onduline di copertura, tubazioni in fibrocemento, canne fumarie, comignoli, cassoni, serbatoi, pluviali e gronde, fioriere e altri manufatti in cui le fibre sono legate a una matrice cementizia. Rientrano nel codice anche i frammenti, i pezzi e i detriti prodotti durante la rimozione, purché si tratti di materiali da costruzione compatti e non di isolanti.
Il codice sta nel capitolo 17, dedicato ai rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione, perché questi manufatti escono dagli edifici quando si demolisce, si ristruttura o si bonifica una copertura. Il sottogruppo 17.06 riunisce materiali isolanti e materiali da costruzione contenenti amianto: il 17.06.01* copre gli isolanti con amianto, il 17.06.05* i manufatti in matrice compatta. La distinzione conta perché cambia la forma fisica del rifiuto, il rischio di rilascio di fibre e il modo di confezionarlo.
L'asterisco indica un rifiuto pericoloso. La pericolosità deriva dalle fibre di amianto, che diventano un rischio quando il materiale si rompe, si sbriciola o si degrada con gli anni. In pratica il rifiuto viene incapsulato, confezionato in big bag o su pallet filmati e avviato a discarica autorizzata. Ogni movimentazione va registrata e tracciata: il RENTRI è il registro elettronico nazionale della tracciabilità dei rifiuti e un software per RENTRI aiuta a compilare registro e formulari con il codice corretto, senza confusioni con il 17.06.01* o con altri codici del capitolo 17.
È il produttore tipico del 17.06.05*. L'impresa interviene su coperture in eternit, canne fumarie, tubazioni e cassoni, dopo aver incapsulato le superfici per limitare la dispersione di fibre. Le lastre vengono smontate intere quando possibile, impilate su pallet, filmate ed etichettate; i frammenti e i pezzi rotti finiscono in big bag omologati.
Tutto il materiale rimosso, compresi i detriti raccolti a terra, prende lo stesso codice. Il cantiere di bonifica lavora spesso su più siti nella stessa settimana, quindi la registrazione dei carichi e la compilazione dei formulari verso la discarica pesano sull'ufficio. Un gestionale RENTRI collegato al registro riduce i passaggi manuali e tiene allineati pesi, date e destinazioni.
Durante una ristrutturazione o una demolizione l'impresa edile può trovare eternit dove non era previsto: una tettoia secondaria, un comignolo, un pluviale, una vasca in fibrocemento nel sottotetto, un tratto di tubazione interrata. In questi casi la rimozione viene affidata a personale abilitato, ma il rifiuto resta legato al cantiere e va tenuto separato dalle macerie miste.
L'errore frequente è mescolare pezzi di eternit ai rifiuti da demolizione del 17.09, contaminando l'intero carico. Le imprese che gestiscono più cantieri e diversi codici trovano utile un software per RENTRI che associ ogni codice al deposito temporaneo corretto e generi il formulario verso l'impianto autorizzato.
Capannoni, stalle, fienili e tettoie costruiti tra gli anni Sessanta e Ottanta hanno spesso coperture in lastre di cemento amianto. Nelle aziende agricole si trovano anche vasche e serbatoi per l'acqua, cassoni per il mangime e tubi di irrigazione in fibrocemento. Quando l'azienda rifà il tetto, installa un impianto fotovoltaico o dismette un fabbricato, questi manufatti diventano rifiuto con codice 17.06.05*.
La rimozione va fatta da ditta specializzata, ma il rifiuto nasce in azienda e la documentazione riguarda anche il titolare. Conoscere il codice aiuta a controllare i formulari ricevuti e a verificare che il materiale sia arrivato alla discarica indicata, anche attraverso il RENTRI.