16.07.09* · 2026-09-29 · 00:29:55
Il codice EER 16.07.09* classifica i residui della pulizia di serbatoi e fusti contaminati da sostanze pericolose diverse dagli oli. Cosa comprende, chi lo produce e come tenerlo tracciato con un gestionale RENTRI.
rifiuti contenenti altre sostanze pericolose
Il codice 16.07.09* identifica i residui che restano dopo la pulizia di serbatoi e fusti usati per il trasporto e lo stoccaggio, quando contengono sostanze pericolose diverse dagli oli. Il capitolo 16 raccoglie i rifiuti non specificati altrimenti nell'elenco e il sottogruppo 16.07 copre in modo specifico la bonifica di contenitori, con l'esclusione dei capitoli 05 (raffinazione del petrolio) e 13 (oli esauriti), che hanno voci proprie.
All'interno del sottogruppo, il 16.07.08* è riservato ai rifiuti contenenti olio, mentre il 16.07.09* funziona come voce di raccolta per tutto ciò che presenta altre sostanze pericolose: fondami di solventi, morchie di vernici e resine, acque di lavaggio contaminate da acidi, basi, fitofarmaci o altri prodotti chimici, fanghi di risciacquo di cisterne che hanno trasportato merci pericolose. Il 16.07.99 chiude il gruppo per i residui privi di pericolosità.
L'asterisco segnala che il rifiuto è pericoloso. In pratica il produttore deve attribuire le caratteristiche di pericolo HP sulla base delle sostanze presenti, cosa che richiede di conoscere il contenuto originario del serbatoio o del fusto e i prodotti usati per il lavaggio. Registro cronologico e formulario devono essere coerenti tra loro e con la scheda del rifiuto: qui un gestionale RENTRI torna utile, perché tiene legata la codifica al movimento e riduce gli errori di trascrizione nella gestione rifiuti con RENTRI.
Le stazioni di lavaggio interno per cisterne stradali e ferroviarie lavorano ogni giorno con contenitori che hanno trasportato prodotti chimici: solventi, acidi, soluzioni alcaline, monomeri, additivi. Il ciclo di lavaggio con acqua calda, detergenti o vapore stacca il residuo dalle pareti e lo porta nelle acque di scarico e nei fondami raccolti dal separatore.
Quando il carico precedente conteneva sostanze pericolose non oleose, il residuo va classificato 16.07.09*. Il documento di trasporto del carico precedente e la scheda di sicurezza del prodotto sono la base per attribuire le HP. Un software per RENTRI che archivia queste informazioni insieme al movimento evita di ricostruire tutto a posteriori.
Chi ricondiziona fusti metallici, taniche e cisternette IBC riceve contenitori con residui di vernici, inchiostri, collanti, diluenti, disinfettanti e prodotti fitosanitari. Prima del lavaggio i fondami vengono svuotati, poi la fase di bonifica con soda o solvente genera morchie e acque contaminate.
Se il contenuto residuo è costituito da sostanze pericolose diverse dagli oli, il rifiuto rientra nel 16.07.09*. La difficoltà tipica è la varietà dei prodotti in ingresso: l'impianto deve tenere separati i lotti e documentare la provenienza. Una gestione rifiuti con RENTRI ben organizzata permette di collegare ogni partita di residuo al contenitore di origine e di compilare i formulari senza ambiguità sulla caratterizzazione.
Gli stabilimenti che formulano vernici, inchiostri, adesivi o resine dispongono di serbatoi di stoccaggio per materie prime e prodotti finiti, oltre a fusti interni per semilavorati. La pulizia periodica dei serbatoi, il cambio di prodotto e la manutenzione generano fondami solidi, croste polimerizzate e acque o solventi di risciacquo carichi di pigmenti, leganti e diluenti.
Questi residui non derivano dal processo produttivo in senso stretto, ma dalla pulizia dei contenitori, e per questo trovano collocazione nel 16.07.09* invece che nel capitolo 08. Il produttore conosce bene la composizione delle sostanze e può attribuire le HP con precisione. Il gestionale RENTRI aiuta a tenere distinto questo flusso dagli scarti di produzione codificati in altri capitoli.