10.04.01* · 2026-09-28 · 18:44:44
Il codice EER 10.04.01* identifica le scorie della produzione primaria e secondaria del piombo, un rifiuto pericoloso tipico di fonderie e impianti di recupero batterie. Cosa contiene, chi lo produce e come tracciarlo con un gestionale RENTRI.
scorie della produzione primaria e secondaria
Il codice EER 10.04.01* identifica le scorie che si formano nei forni della metallurgia termica del piombo, sia nella produzione primaria da minerale (concentrati di galena arrostiti e poi ridotti) sia nella produzione secondaria da rottame, in particolare dalle griglie e dalle paste delle batterie esauste.
La scoria è la frazione non metallica che galleggia sul bagno fuso: ossidi, silicati, ferro, sodio e calcio provenienti dai fondenti, con quote residue di piombo metallico e dei suoi composti, oltre ad antimonio, arsenico, cadmio e zinco a seconda della carica. Viene spillata o schiumata a fine ciclo e raffreddata in lingottiere, cassoni o a terra su platea.
Il codice sta nel capitolo 10 perché il rifiuto nasce da un processo termico, e nel sottogruppo 10.04 perché quel processo riguarda specificamente il piombo. La voce è marcata con asterisco: il rifiuto è pericoloso in assoluto, senza necessità di analisi per decidere se lo sia, e la classificazione non cambia in base al tenore di metalli. Restano da determinare le caratteristiche di pericolo (HP) ai fini di etichettatura, trasporto e scelta dell'impianto di destino.
Per chi lo produce, la gestione rifiuti con RENTRI passa dalla tenuta digitale del registro cronologico e dei formulari, con il codice 10.04.01* riportato in modo coerente su ogni movimentazione.
Le fonderie secondarie che trattano accumulatori esausti sono la fonte principale di questo codice in Italia. Dopo la frantumazione e la separazione di plastica ed elettrolito, la pasta e le griglie metalliche vanno in forno rotativo o a tino insieme a fondenti (soda, ferro, carbone) per ridurre ossidi e solfati a piombo metallico.
La scoria che si separa dal bagno contiene sodio, ferro, zolfo e piombo residuo in percentuali variabili, e va classificata 10.04.01*. I quantitativi sono rilevanti, spesso una frazione consistente della carica. Ogni spillata raffreddata e stoccata in area dedicata va poi caricata nel registro cronologico: un software per RENTRI aiuta a tenere allineati pesate, deposito temporaneo e formulari.
Nella filiera primaria il piombo si ottiene da concentrati di galena arrostiti e poi ridotti in forno a tino, oppure con processi a bagno diretto. In entrambi i casi la separazione tra metallo e ganga avviene per gravità nel bagno fuso, e la fase più leggera è la scoria.
Si tratta di un silicato di ferro e calcio con contenuto residuo di piombo, zinco e, in funzione del minerale, arsenico e cadmio. Anche se una parte può essere avviata al recupero dello zinco, ciò che esce dallo stabilimento come rifiuto porta il codice 10.04.01*. Per un sito con produzione continua il gestionale RENTRI serve soprattutto a governare volumi elevati e movimentazioni frequenti verso impianti autorizzati.
Esistono realtà più piccole che rifondono rottame piomboso non proveniente da batterie: lastre da coperture, guaine di vecchi cavi, contrappesi, piombo tipografico, scarti di piombature. La carica è disomogenea e porta con sé ossidi superficiali, terra, residui di stagno e antimonio.
In forno a crogiolo o a riverbero il materiale estraneo si raccoglie in una scoria che viene rimossa prima della colata delle leghe. Anche in questo caso il rifiuto rientra nel 10.04.01*, perché deriva dalla produzione secondaria del piombo tramite processo termico. Le quantità sono modeste, ma il rifiuto è pericoloso e la gestione rifiuti con RENTRI richiede la stessa cura nella tracciabilità di un grande impianto.