07.05.03* · 2026-09-28 · 15:50:34
Cosa rientra nel codice EER 07.05.03*, perché è pericoloso in via assoluta e quali attività del settore farmaceutico lo producono. Con qualche nota pratica sulla gestione rifiuti con RENTRI.
solventi organici alogenati, soluzioni di lavaggio e acque madri
Il codice 07.05.03* raccoglie i solventi organici alogenati esausti, le soluzioni usate per lavare reattori, filtri e linee, e le acque madri residue delle cristallizzazioni. Il tratto comune è la presenza di cloro, fluoro o bromo legati alla catena carboniosa: diclorometano, cloroformio, dicloroetano e miscele analoghe che restano dopo una sintesi o una purificazione.
Il capitolo 07 copre i rifiuti dei processi chimici organici e il sottogruppo 07.05 è dedicato alla filiera farmaceutica, dalla produzione del principio attivo alla formulazione, fino alla fornitura e all'uso. Il codice si distingue dal 07.05.04*, riservato agli stessi flussi ma privi di alogeni. La separazione non è formale: i solventi alogenati richiedono impianti di trattamento diversi, in genere incenerimento con abbattimento dedicato degli acidi alogenidrici, e il costo di smaltimento cambia in modo sensibile.
L'asterisco indica un rifiuto pericoloso in via assoluta, senza bisogno di analisi per la classificazione. Nella pratica significa deposito con contenitori idonei ed etichettati, registrazione dei movimenti e formulario per ogni trasporto. La tracciabilità dei rifiuti pericolosi passa oggi dal RENTRI, e un gestionale RENTRI aiuta a tenere allineati registro, formulari e giacenze, evitando che un codice sbagliato o una quantità annotata a mano diventi un problema in caso di controllo.
La produzione di API per via chimica lavora spesso in diclorometano o cloroformio, scelti per la capacità di sciogliere intermedi poco solubili e per il basso punto di ebollizione che ne facilita la rimozione. Dopo la reazione il solvente viene distillato e in parte recuperato, ma la frazione di coda, contaminata da sottoprodotti e residui di catalizzatore, esce dall'impianto come 07.05.03*.
A questo si aggiungono le acque madri delle cristallizzazioni, che trattengono principio attivo e impurezze, e i lavaggi dei reattori tra un lotto e l'altro. I volumi sono rilevanti e il flusso è continuo, quindi la gestione rifiuti con RENTRI diventa parte della routine di produzione, con carichi frequenti e ritiri programmati.
Un laboratorio analitico o di sviluppo genera volumi minori ma frammentati: fasi mobili per HPLC a base di solventi clorurati, estrazioni liquido-liquido, pulizia della vetreria con diclorometano, resti di prove di sintesi su scala di grammi. Ogni postazione accumula piccole quantità in taniche dedicate, che vanno tenute separate dai solventi non alogenati per non contaminare un flusso più economico da smaltire.
Il problema tipico non è il singolo contenitore, ma il numero di punti di produzione e la difficoltà di ricostruire cosa è finito dove. Un software per RENTRI con anagrafiche per reparto permette di registrare i conferimenti al deposito interno e di chiudere il registro senza ricostruzioni a posteriori.
Chi produce forme finite per conto di titolari di autorizzazione lavora su lotti di prodotti diversi, con cambi frequenti di formato. Alcuni processi, come il rivestimento di compresse con film a base solvente o la preparazione di soluzioni per uso topico, impiegano ancora solventi alogenati, e la pulizia di granulatori, bassine e linee di riempimento tra un prodotto e l'altro produce soluzioni di lavaggio che ricadono nel 07.05.03*.
La variabilità dei lotti rende difficile stimare le quantità in anticipo. Registrare ogni carico in un gestionale RENTRI, con il codice già associato al reparto che lo origina, riduce gli errori di attribuzione e semplifica la verifica dei quantitativi in deposito prima del ritiro.