02.03.02 · 2026-09-28 · 12:18:40
Il codice EER 02.03.02 raccoglie soluzioni conservanti esauste, additivi scaduti e bagni di trattamento della filiera alimentare. Cosa rientra nella voce, chi la produce e come registrarla con un software per RENTRI.
rifiuti legati all'impiego di conservanti
Il codice EER 02.03.02 identifica i rifiuti legati all'impiego di conservanti nella lavorazione di frutta, verdura, cereali, oli alimentari, cacao, caffè, tè e tabacco, oltre che nella produzione di conserve, lievito ed estratto di lievito e nella fermentazione della melassa. In pratica parliamo di soluzioni conservanti esauste, bagni di immersione usati nei trattamenti post raccolta, partite di additivi scaduti o non più utilizzabili, residui di metabisolfito, solfiti, benzoati, sorbati, nitriti e nitrati che escono dal ciclo produttivo senza possibilità di reimpiego.
La collocazione nel capitolo 02 dipende dall'origine. Il rifiuto nasce dentro uno stabilimento alimentare, come conseguenza diretta del processo di conservazione del prodotto, e non da un'attività chimica esterna. Il sottogruppo 02.03 lo separa dagli scarti della lavorazione di carne (02.02) e latte (02.05), che pure impiegano conservanti ma seguono voci proprie.
Il codice non è pericoloso e non porta asterisco. Questo non rende il rifiuto banale sul piano operativo: le soluzioni solfitanti e i liquidi di trattamento vanno stoccati e caratterizzati con attenzione, perché la composizione reale cambia in base al prodotto e alle concentrazioni d'uso. Chi genera questo codice lo ritrova nel registro cronologico e nei documenti di movimentazione gestiti tramite RENTRI, e un gestionale RENTRI che riporta la descrizione ufficiale senza parafrasi riduce gli errori di classificazione nelle fasi successive.
Uno stabilimento che produce conserve vegetali, confetture, sottoli o sottaceti usa conservanti in più fasi del processo: bagni di metabisolfito per bloccare l'imbrunimento della frutta tagliata, soluzioni di sorbato e benzoato per stabilizzare sciroppi e salamoie, correttori di acidità per tenere il pH entro i valori richiesti.
A fine turno o a fine campagna le soluzioni esauste non sono più riutilizzabili e vengono raccolte come rifiuto con codice 02.03.02. Nella stessa voce finiscono i fusti di additivi scaduti e le partite non conformi scartate dal controllo qualità.
Ogni conferimento va registrato separatamente. Un software per RENTRI aiuta a tenere distinte queste soluzioni dagli scarti vegetali del codice 02.03.04, che hanno destinazione diversa.
Nel frantoio il conservante compare soprattutto nel confezionamento e nello stoccaggio: antiossidanti aggiunti agli oli di semi, soluzioni per la conservazione delle olive da tavola in salamoia, stabilizzanti per gli oli aromatizzati con erbe o agrumi.
Quando queste soluzioni perdono efficacia o vengono sostituite a fine stagione, il liquido residuo e gli additivi inutilizzati diventano rifiuto 02.03.02. Il frantoio deve distinguerli dalle acque di vegetazione e dalle sanse, che seguono altre voci del sottogruppo 02.03 e hanno filiere di recupero proprie.
In un gestionale RENTRI il codice va associato al deposito corretto, con quantità e stato fisico coerenti con quanto poi compare nel formulario di trasporto.
Le centrali che ricevono agrumi, mele, pere o uva da tavola applicano trattamenti post raccolta per allungare la shelf life del prodotto fresco: vasche di immersione con antimicrobici alimentari, soluzioni di lavaggio con conservanti ammessi, generatori e pad di anidride solforosa per l'uva in cella.
Le soluzioni delle vasche vengono sostituite a intervalli regolari. Il liquido scaricato, i pad di metabisolfito esauriti e i prodotti di conservazione non più utilizzabili rientrano nel codice 02.03.02.
Si tratta di volumi discontinui, concentrati in poche settimane di campagna. La gestione rifiuti con RENTRI richiede quindi una registrazione puntuale dei carichi in deposito e dei successivi conferimenti, senza accumuli non tracciati tra una campagna e l'altra.